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Pubblicato da: comeilmare | maggio 16, 2011

4° Giorno – Delfi

L'alba di Delfi

Ci siamo svegliati molto presto e, fatti i bagagli, abbiamo preso la metro per l’aeroporto dove ci aspettava una macchina a noleggio. Così, con la Skoda Fabia nera, battezzata da noi “Pollon”, ci siamo buttati sulla highway in direzione Delfi. Il navigatore non era molto d’accordo con la mappa…ma noi si!
Abbiamo scelto di proseguire per un tratto, su una stradina interna, in mezzo al nulla; per l’esattezza siamo usciti a Kastro in direzione Livadia. Il panorama è molto particolare: grullo con terra rossa e monti appena punteggiati di verde, la vegetazione non è molto rigogliosa, eccezion fatta per le distese di ulivi. Per certi versi ricorda parecchio la Puglia.

In un paio di ore siamo arrivati a Delfi. Gli scavi sono la prima cosa che incontriamo, ma noi dobbiamo prima trovare una sistemazione per al notte. Dopo aver girato qualche alberghetto, ci siamo fermati al Castri dove abbiamo contrattato il prezzo della stanza facendolo scendere da 75 a 40€!!! La stanza è piccola, ma ha una vista meravigliosa sulla vallata e sulla destra si vede il mare e la cittadina di Itea. Rimaniamo sbalorditi dal magnifico panorama che si staglia davanti ai nostri occhi. E’ facile comprendere perché gli antichi fecero sorgere qui uno dei luoghi di culto più antichi della storia; ogni curva dei monti, ogni angolo di mare ricorda la perfezione divina.

Tempio Delfi

Posati i bagagli, siamo corsi a visitare gli scavi, la temperatura è alta ma il caldo è secco e facilmente sopportabile. La strada, tanto per cambiare, è tutta in salita…ma quando si arriva al tempio di Apollo, l’estasi ha il sopravvento. In uno spiazzo si trovano l’Altare di Apollo, il suo tempio e nel mezzo la pietra forata sulla quale si sedeva la sacerdotessa per enunciare le sue visioni. Eccolo: è l’Oracolo di Delfi. Rimaniamo di stucco di fronte a tanta imponenza, ed io sono emozionantissima: su quella pietra, più di 3000 anni fa avvenivano cose strabilianti, mistiche visioni, migliaia di persone arrivavano qui per chiedere consiglio. E’ una cosa che faccio fatica ad immaginare…soprattutto guardando i resti a malapena custoditi da chi, invece, dovrebbe gelosamente curare e restaurare… Oltre al tempio di Apollo ci sono altri reperti degni di nota: il primo fra tutti è l’Omphalos, la pietra oviforme simbolo della forza generatrice femminile e concetto stesso di “centro del mondo”. Poi il teatro, lo stadio che ospitava i giochi “Pitici” e quelli “Olimpici”, la colonna di Prusia e il tempietto “tesoro degli ateniesi”.

Un km circa più a valle sorgono i resti del meraviglioso Tholos: una costruzione circolare formata, un tempo, da 20 colonne e all’interno della quale si svolgevano rituali sacri ad Atena Pronaia (cioè che viene prima, poiché è posto prima di arrivare al Santuario di Apollo, ma non escludo la possibilità che il termine sia da attribuire ad una funzione primaria del Tholos, considerata la sua forma e la posizione).

L’energia del luogo è indescrivibile. Sebbene le fonti ufficiali affermano di non sapere quale fosse la funzione di tale complesso è chiaro, invece, come questo sorga su una zona fortemente energetica. Basta sedersi di fronte alle tre colonne riedificate nel 1939 e rimanere in silenzio per cogliere la magia del luogo. L’incessante cicalìo, il profumo insistente della nepetella che cresce spontanea, l’imponenza delle colonne… tutto sembra possedere un fascino mistico difficile da descrivere a parole.

Delfi dall'alto

Dopo qualche minuto passato in questo stato di pura beatitudine ci obblighiamo a prendere la via del ritorno.
Sono ormai le 18.00 e non abbiamo ancora mangiato nulla dal mattino. Inoltre abbiamo urgente bisogno di una doccia! Appena pronti facciamo due passi nella cittadina. Delfi è un gioiellino incastonato fra i monti: l’architettura ricercata, ma semplice al tempo stesso, la rende irresistibile alle passeggiate. Il clima è ideale, sul calar della sera la brezza è dolce e rinfrescante. Ci fermiamo a mangiare in un locale con i tavoli sotto ad un albero gigantesco. La cucina è ottima (20€ in due – non conosciamo il nome della taverna, ma è facile da
riconoscere: è l’unica con i tavoli sotto al maestoso albero). Dopo cena ci gustiamo la cittadina illuminata dalle vetrine dei negozi e dei locali aperti fino a tardi. Vorremmo stare in giro ancora per un po’, ma domattina si riparte alla volta di Olympia e, a malincuore, facciamo ritorno in albergo. La vista dal balcone con le luci sul mare ci da la buonanotte.

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